Rafforzare partenariati scientifici di lungo periodo
Oltre agli obiettivi scientifici, il programma rappresenta un’importante opportunità per consolidare la collaborazione internazionale e favorire lo scambio di competenze.
L’iniziativa si inserisce in un rapporto di collaborazione già consolidato tra il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università Federico II e il sistema universitario kenyota. Negli ultimi anni il Dipartimento ha infatti sviluppato attività di ricerca e formazione con la Kenyatta University e l’Università di Nairobi, ospitando studenti e giovani ricercatori e promuovendo iniziative scientifiche congiunte.
Accogliendo un ricercatore kenyota nei propri laboratori, il progetto mira non solo a far progredire la ricerca nell’ambito dell’oncologia di precisione, ma anche a rafforzare partenariati scientifici duraturi tra istituzioni italiane e kenyote.
«Questa iniziativa dimostra come gli investimenti realizzati con il PNRR possano continuare a generare valore anche oltre la fase di realizzazione delle infrastrutture. Il programma interpreta concretamente gli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa, promuovendo una cooperazione scientifica fondata sullo scambio di competenze e sulla costruzione di partenariati di lungo periodo. Aprire i nostri laboratori a ricercatori provenienti da altri Paesi significa rendere il patrimonio scientifico costruito in questi anni un motore stabile di innovazione e collaborazione internazionale», dichiara Rosario Rizzuto, Presidente del Centro Nazionale per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA.
La Prof.ssa Gerolama Condorelli, responsabile scientifica del progetto, sottolinea l’importanza dell’iniziativa sia dal punto di vista scientifico sia sotto il profilo della cooperazione internazionale:
«Questo progetto ci permetterà di sviluppare nuove strategie per la medicina di precisione basate su aptameri e tecnologie a RNA, con l’obiettivo di individuare strumenti sempre più efficaci per la diagnosi e il trattamento dei tumori. La partecipazione di un ricercatore kenyota rappresenta un importante valore aggiunto, perché la ricerca cresce attraverso il confronto tra competenze, esperienze e prospettive diverse. Per il nostro Dipartimento è anche un’occasione per consolidare una collaborazione con il Kenya che negli anni si è sviluppata attraverso attività scientifiche e formative condivise e che oggi entra in una nuova fase di maturità».